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Ricerca Scientifica

Introduzione


Ricerca scientifica
Technical & Extreme Diving Scientific Research
Integrata alla Didattica

 

 

Come prefazione all'argomento e a tutta questa area, pubblichiamo le opinioni di Marco Braga, Presidente P.T.A., che ha espresso già più volte e in diverse occasioni (Conferenze, Avvenimenti, ecc.) in passato.

Da allora non è cambiato nulla anzi il cammino in questa direzione sta divenendo sempre più marcato.

Estratto di un'intervista di Adriano Madonna a Marco Braga
(Il Subacqueo - agosto 2000).

  • Ma perché è così importante l'Esplorazione, la Ricerca?
    La Subacquea Tecnica è nata proprio come movimento di evoluzione (e quindi di Esplorazione/Ricerca). E ora l'evoluzione è ad alto rischio: la lunga fase di ricerca e applicazione pratica iniziata circa 20 anni fa con i primi pionieri USA (fra cui Hal Watts, fondatore della PSA) si sta chiudendo. Se effettuiamo una sintetica analisi storica del settore, vediamo che inizialmente si è avuto un periodo di pionerismo in cui si provava tutto e il contrario di tutto. Questa prima fase è durata circa un quinquennio, e ha subito dato luogo alle volute conferme sull'applicabilità dell'importazione di tecniche militari e professionali in ambito sportivo, con tutte le modifiche dei casi. Proprio queste "modifiche dei casi" sono state quelle che in una seconda fase hanno impegnato il maggiore tempo: ci è voluto circa un decennio per sperimentare, adattare e testare i sistemi poi divenuti "classici" della Subacquea Tecnica, per ottenere uno scheletro portante finale ben saldo e funzionale. Quindi si è passati alla terza fase, quella del perfezionamento. Fase che stiamo tuttora vivendo, e da parecchio tempo (circa un quinquennio). Fase che è arrivata molto prossima al suo termine: ormai i dibattiti più "feroci" sono sull'uso di determinati D rings o di altri, del posizionamento della frusta 10 cm. più sopra o più sotto, e così via. In altre parole siamo alla fine del perfezionamento del sistema. Ciò significa che stiamo arrivando all'eccellenza, e questo è ottimo, ma anche che stiamo per raggiungere un punto fermo, e questo è pessimo: stiamo cominciando a "parlarci addosso", a discutere di sciocchezze o quasi, e saremo presto all'empasse.
  • Ma con il RecTek il movimento di Esplorazione/Ricerca non avrà nuove spinte?
    Secondo noi, no. Il RecTek potrà vivere di rendita almeno 5 anni su quello che il Tek ha messo bene a punto. E in questo periodo dunque non avrà alcun interesse a sviluppare nuovi sistemi più "performanti", ma a rendere "facili e digeribili" ad un target meno "estremo" i modelli Didattici Tecnici ora in ottimo essere. Quindi più che nuova ricerca si tratterà di "restyling", di riadattamento.
  • Come si può quindi continuare la ricerca, come si potrà evolvere nei prossimi anni?
    Continuando nel Tek puro, senza abbassare la guardia o annacquare il settore, e cambiando tavolo di discussione.
  • Cosa intendi per "tavolo di discussione"?
    Smettendo di discutere di D rings, cercando nuovi spunti veri, nuove vie maestre, e in questo chiedendo aiuto e conferme ad organi sia super partes (che quindi attestino che ciò che si professa è vero, che non è un'idea balzana di una Didattica per fare marketing) sia di indiscusso potere investigativo (che quindi, con ottimi uomini e mezzi nonché con precisi protocolli operativi, diano risposte precise e attendibili). Pensiamo ad Enti di Ricerca, ad Università, ad organi Militari. Mettiamola in questo modo: la Subacquea Tecnica è arrivata, come ti ho detto prima, ad un punto morto (sotto l'aspetto evolutivo tecnico, non sotto l'aspetto commerciale sul quale è solo all'inizio). Per evolvere dobbiamo cercare schemi nuovi. Schemi nuovi non danno certezze di fondo, e quindi richiedono un metodo ispettivo e comprovante diverso: dei veri e propri protocolli di ricerca.
  • Non sono certo di capire...
    OK. Te lo spiego con un esempio. Sono 30 anni che facciamo decompressioni allo stesso modo. Con lo stesso algoritmo. Con gli stessi parametri. Possiamo limare qui, sistemare di là, ma niente più. Ora supponiamo di avere 3 o 4 idee su come risistemare la decompressione per ridurre del 30% i tempi. E avere l'impressione che funzionino, anche perché magari lo abbiamo - per i fatti nostri - provato più volte. Che si fa? Siccome sono sistemi nuovissimi, che deviano anche di parecchio dal noto e dal tradizionale, non possiamo provarli diffusamente e vedere come vanno. Sia perché potremmo fare danni, sia perché anche quando andassero benissimo non capiremmo perche'. Questo scenario si ripete su molti altri soggetti (velocità di risalita, importanza del fattore stress, ecc.). Insomma: noi riteniamo di avere idee piuttosto precise su dove dovrebbe andare l'attenzione del Subacqueo nelle varie fasi dell'immersione e addirittura come modificherebbe nei fatti l'economia della stessa. Ma non possiamo né testarle né comprovarle. Abbiamo rilevato una quantità notevole di fatti che possono essere messi sul tavolo e che possono portare elementi nuovi pesanti, assolutamente non trascurabili, nell'analisi dell'immersione. E che quindi possono fornire non dati accessori, ma interpretazioni parecchio diverse, con conseguenti grandi diversità di performance e possibili stravolgimenti dei parametri odierni. Ma per intraprendere strade davvero nuove (non discutere sul cambio del D ring) abbiamo bisogno di aiuto da parte della ricerca "ufficiale", non possiamo - né vogliamo - fare più da soli.
  • E questo aiuto pensi arrivi?
    I problemi che si potrebbero presentare sull'erogazione dell'aiuto sarebbero due: a) scarso interesse dato dalla modesta estensione del settore e b) scarsa credibilità dell'organismo richiedente.
    Il punto a) è superato, in quanto la Subacquea Tecnica è ora una realtà grande e in forte evoluzione con grandi sfumature diverse. Sta diventando un settore ampio ed eterogeneo. Senza contare che molte scoperte fatte su questo settore potrebbero anche arrivare a cascata nel ricreativo e quindi arrivare su tutto lo sport subacqueo. E avere probabili applicazioni anche nel Professionale-Militare: ricordo che stiamo parlando di ricerca su immersioni fonde, multimiscela, ecc..
    Il punto b) sembra non esistere. Pare, non sta a me dirlo, ma pare che le nostre strutture godano di grande stima dalle parti Istituzionali prima citate. Abbiamo in essere ricerche scientifiche ufficiali con il Prof. Piergiorgio Data dell'arcinota e famosissima specializzazione in Medicina Iperbarica dell'Università in Chieti, con il Dott. Massimo Malpieri dell'Università dello Sport in Perugia, con il Dott. Domenico Picca Primario in Medicina Iperbarica all'Ospedale S. Paolo di Bari, con il Dott. Luca Torcello Dirett. Sanitario Centro Iperbarico di Zingonia. Enti, personalità e strutture diverse che sono impegnati in ricerche diverse, senza sovrapposizioni, e tutte di grandissimo futuro, aldifuori del tradizionale, su strade innovative e alternative.
  • Senza contare i Record.
    Certo, e adesso forse si comincia meglio a capire che funzione hanno, che ruolo rivestono nella globalità del settore tecnico da noi proposto e curato. I record, di ogni tipo (da Castelgandolfo a Napoli, a Bolsena, a Laveno la prima settimana di Settembre), sono sempre legati - in un modo o in un altro - all'egida "PSA Explorer Team". Perché sono sempre Esplorazione, Ricerca. Una ricerca diversa, estrema, ma per questo in alcuni casi ancora più efficace. E anche più visibile, più comunicabile. E finiamola di dire che non servono. Servono, eccome. Come serve la formula 1 nelle autovetture per poi presentare nei motori le novità tecnologiche più performanti, efficienti e sicure.

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