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La Subacquea è ancora Avventura?
L'avvento delle Associazioni Ricreative degli ultimi 20 anni circa ha portato la subacquea a divenire sport di massa. Ciò è molto positivo perché ha concesso e concede praticamente a tutti le gioie dell'immersione.
Vi è però da dire che nel contempo tali emozioni si sono giocoforza dovute livellare molto verso il basso, e questo è un po' meno bello. Infatti spostandosi verso la "grande distribuzione" se è vero che la gioia dell'immersione la possono provare tutti, è anche vero che gli standard necessari a impostare un lavoro su un pubblico così eterogeneo sono assai soft ed hanno causato (sino all'avvento della Subacquea Tecnica) il bando ufficiale di ogni altra forma di sommozzata più flessibile e dinamica che dava un po' di "moto" in più a un'attività che è divenuta piatta e statica.
Di fatto l'immersione ricreativa e il generale approccio a essa sono cambiati radicalmente, al punto da essere parificabili a quelli riscontrabili verso una partita a tennis, una sciata o una qualsiasi altra attività sportiva tradizionale.
Questo è indubbiamente un grosso svantaggio perché la subacquea potrebbe accorpare in sè quella marcia in più che nè tennis, nè sci, nè molti altre attività sono in grado di proporre: l'AVVENTURA.
Infatti nella stragrande maggioranza dei casi lo scenario è il seguente: quasi mai Ti accompagnano dove vuoi, di solito vai Tu dove il Diving ha programmato; se chiedi di fare un'immersione "speciale" non Ti danno retta o dicono che non ce ne sono, o ci sono ma non Ti portano visto che giustamente gli schemi ricreativi che usano non lo permettono. Sei sempre insieme a parecchi altri sub, troppi per poter permettere all'immersione una certa flessibilità o un'autonomia personale (non Ti possono aspettare se esci dai tempi programmati). Spesso scende la guida che mostra per la millesima volta lo stesso rametto di corallo o la murena ormai ammaestrata e praticamente divenuta animale da circo. Guida peraltro dalla quale non Ti puoi allontanare: decide lui la profondità, i tempi, tutto, e Tu dietro in fila indiana, spettatore totalmente passivo e - diciamoci la verità - anche un po' seccato.
Potremmo continuare per molto, ma se in queste poche righe Ti sei già identificato pensiamo Tu abbia capito dove vogliamo arrivare. Dov'è finita quella sana, vecchia avventura che rende ogni cosa assai più saporita (anche le immersioni eventualmente "bucate" sulla sabbia)?
A furia di bere caffè decaffeinato e birra senz'alcool molti sub non bevono più né caffè né birra perché non ne sentono più il sapore e appendono la muta al chiodo o vanno meno in acqua o ci vanno lo stesso ma si annoiano. Peccato perché la subacquea può dare molto di più che un'asettica visita guidata a pesci colorati, visibili anche in acquario probabilmente con meno spesa e fatica.
Come e dove la vera Avventura?
Non che le immersioni così fatte siano brutte, comunque restano un'attività indiscutibilmente fra le più belle. Ma a chi lo vuole la Subacquea può offrire - come ha fatto per molto tempo - ben altro: il fascino dell'ignoto, della scoperta, dell'AVVENTURA!!!
Come? Semplice, cercando ed esplorando mete nuove.
Ma qui casca l'asino. Mete nuove entro i parametri standard (40 metri) non ce ne sono quasi più in tutto il mondo. I diving hanno raggiunto una copertura tanto capillare da far ritenere che abbiano trovato quasi tutto quello che c'era da trovare entro il range tradizionale. Per scoprire mete davvero nuove e inviolate bisogna andare oltre. Quanto oltre? Dipende da quanto autentica vogliamo sia la nostra avventura: più fondi andiamo e più si stringe la cerchia di sub che conoscono la zona, è un fatto ovvio e oggettivo.
Avventura 100%? Benissimo, quindi a circa 80/100 metri, range che in alcuni casi si può estendere ai 60/140 a seconda del sito e del caso.
Se cerchiamo in questa area d'acqua, siamo più che certi di essere i primi e gli unici: solo ora, con equipaggiamento, tecniche, miscele, ecc. assolutamente adatte allo scopo, sono ben raggiungibili queste quote. Sino a solo qualche anno fa tutte le superfici acquee con aldisotto tali profondità erano considerate una fascia inutile che in barca si attraversava a scandaglio spento. Eppure nascondono, soprattutto nel mediterraneo, una enorme quantità di punti d'immersione che dire fantastici è dire niente.
Con gli assetti tecnici diventa possibile esplorare mete davvero inviolate e che rimarranno sempre visitate da pochi. Non succedeva dai tempi dei primi subacquei-pionieri, siamo a un cambio epocale. Si possono infatti nuovamente vivere emozioni fortissime, dimenticate dal momento in cui la subacquea è diventata comune, dimenticate dal momento in cui i luoghi d'immersione sono sempre gli stessi e visitati da tutti: con le immersioni-comitiva si è completamente perso il vero fascino dell'ignoto e della scoperta.
Chi la pensa così ha nella P.T.A. il sistema operativo adatto a trovare quanto cerca.
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